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Inclacumab appare esercitare un effetto protettivo nei pazienti con sindrome coronarica acuta, sottoposti a impianto di stent


Inclacumab, un nuovo anticorpo monoclonale, che ha come target la P-selectina può ridurre il rischio di eventi nei pazienti con sindrome coronarica acuta sottoposti a impianto di stent.

I pazienti che hanno ricevuto una dose elevata di Inclacumab hanno presentato riduzioni nei livelli di picco della troponina I che erano al limite della significatività rispetto al placebo ( -23.8%, p=0.054).
Tuttavia, l'area sotto la curva per 24 ore tendeva a essere ridotta del 33.9% ( p=0.075 ).

I livelli di creatinchinasi isoenzima MB ( CK-MB ) si sono ridotti del 17.4% a 24 ore ( p=0.055 ).

L'incidenza degli incrementi di CK-MB tre volte il limite superiore del valore normale è stata del 18.3% nel gruppo placebo e del 8.9% nei gruppi Inclacumab, raggiungendo il limite di significatività ( p=0.051 ).

Hanno preso parte allo studio 544 pazienti, che sono stati infusi con Inclacumab 5 mg/kg o 20 mg/kg da 1 ora a 24 ore prima dell’intervento coronarico percutaneo ( PCI ).

I pazienti sono stati monitorati per 24 ore per l'efficacia e 120 giorni per la sicurezza.

La valutazione è avvenuta al basale e dopo 8, 16 e 24 ore dopo l'intervento coronarico percutaneo o al momento della dimissione.
Tutti i pazienti sono stati sottoposti a visite di follow-up per la sicurezza a 30 giorni e a 120 giorni dopo l'infusione; la valutazione consisteva in test di laboratorio di routine, esame fisico, ed elettrocardiogramma ( ECG ).

I dati sui livelli di troponina I sia al basale sia al follow-up erano disponibili per 322 pazienti ( 112 pazienti nel gruppo farmaco ad alto dosaggio [ 20 mg/kg ], 95 a basso dosaggio [ 5mg/kg ], e 115 nel gruppo placebo ).

La maggior parte dei pazienti erano di sesso maschile, di razza bianca, e l'età media era di 61.

Il dosaggio di 5 mg/kg non ha dimostrato di essere più efficace del placebo. ( Xagena2013 )

Fonte: American College of Cardiology ( ACC ) Meeting, 2013


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