Prevenzione e  Terapia dello Scompenso Cardiaco
52 convegno cardiologia milano
Aggiornamenti in aritmologia
XagenaNewsletter

In un quinto dei pazienti l’impianto di un defibrillatore non avviene secondo le indicazioni basate sulla evidenza


Dall’analisi di un registro è emerso che il 22.5% dei pazienti è stato sottoposto a impianto di defibrillatore cardioverter ( ICD ) senza un'indicazione basata sull’evidenza.
La ricerca ha mostrato anche un significativamente più alto rischio di mortalità in ospedale e di complicanze postprocedura tra i pazienti con ICD non-basato sull’evidenza, rispetto a quelli con ICD basati sull'evidenza.

Sana Al-Khatib della Duke University a Durham e colleghi hanno analizzato le indicazioni riportate per l'impianto di 111.707 defibrillatori impiantabili nel registro National Cardiovascular Data Registry - ICD da gennaio 2006 a giugno 2009.

E’ stato scoperto che 25.145 ICD ( 22.5% ) erano stati impiantati per indicazioni non-basate sull’evidenza, tra cui: infarto miocardico acuto ( 8.2% ), recente rivascolarizzazione coronarica ( 0.7% ), scompenso cardiaco di classe NYHA IV ( 2.7% ), e insufficienza cardiaca di nuova diagnosi ( 14% ).

In sede di analisi degli esiti dopo l'impianto di ICD, i ricercatori hanno trovato che i pazienti che avevano ricevuto i defibrillatori impiantabili non-basati sull'evidenza avevano tassi più elevati di mortalità in ospedale ( 0.57% versus 0.18%; p inferiore a 0.001 ) e di complicanze postprocedura ( mortalità, pneumotorace, infezioni ) ( 3.23% versus 2.41%; p inferiore a 0.001 ), rispetto a quelli con impianto di ICD basato sull’evidenza. ( Xagena2011 )

Fonte: Journal of American Medical Association, 2011


Cardio2011



Indietro