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Il sistema dei cannabinoidi endogeni a livello cardiaco ha un ruolo di protezione nei confronti dell’ischemia miocardica


Gli effetti della Cannabis sativa sono noti da centinaia di anni.
Tuttavia, solo recentemente sono stati identificati 2 sottotipi di recettori, CB1 e CB2, che mediano i numerosi effetti del delta9-Tetraidrocannabinolo ( delta9-THC ) e di altri cannabinoidi.

L’esistenza di recettori per i cannabinoidi implica la presenza di ligandi endogeni per questi recettori ( endocannabinoidi ).

I primi 2 endocannabinoidi, anandamide ( arachidonoiletanolamide ) e sn-2 arachidonoilglicerolo, sono costituiti da fosfolipidi della membrana plasmatica, ed agiscono come agonisti di CB1 e/o di CB2.
Nel cuore dei ratti sono presenti sia recettori CB1 che recettori CB2.

Il sistema dei cannabinoidi endogeni cardiaci è coinvolto in diversi fenomeni associati ad effetti cardioprotettivi.

La riduzione dell’area infartuale susseguente ad ischemia miocardica, osservata nei ratti esposti a LPS ( lipopolisaccaride ) o a stress da calore 24 ore prima, è abolita in presenza di un antagonista del recettore CB2.

Gli endocannabinoidi ed i cannabinoidi sintetici esercitano effetti cardioprotettivi diretti nei cuori isolati di ratto.

La capacità dei cannabinoidi di ridurre l’area infartuale è stata confermata in vivo nei topi e nei ratti anestetizzati.
Quest’ultimo effetto sembra essere mediato dai recettori CB2.

Pertanto, il sistema dei cannabinoidi endogeni a livello cardiaco attraverso l’attivazione dei recettori CB2, sembra rappresentare un importante meccanismo di protezione nei confronti dell’ischemia miocardica. ( Xagena2006 )

Lamontagne D et al, Arch Mal Coeur Vaiss 2006; 99: 242-246


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