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Elevati livelli di BNP aumentano il rischio di complicanze dopo l'impianto di defibrillatore cardioverter


L’aumento dei livelli di peptide natriuretico B ( BNP ) incrementa significativamente il rischio di mortalità in ospedale o di arresto cardiaco tra i pazienti trattati con un defibrillatore cardioverter impiantabile ( ICD ).

Anche se il defibrillatore cardioverter impiantabile è la terapia standard per la prevenzione primaria e secondaria delle morti aritmiche nei pazienti con insufficienza cardiaca, il tasso di complicanze periprocedurali varia dal 3% all’11%, e sono stati ancora poco indagati i fattori di rischio associati.

Dato che il BNP è usato per diagnosticare l'insufficienza cardiaca e valutare l’efficacia della terapia, un gruppo di ricercatori dell’Agenzia regolatoria degli Stati Uniti, FDA ( Food and Drug Administration ), ha studiato i dati provenienti da registri nazionali relativi all’impianto di defibrillatori cardioverter su 53.198 pazienti tra il 2006 e il 2008 e con misurazioni registrate dei livelli preoperatori di BNP.

Sono stati utilizzati 4 intervalli di livelli di BNP per classificare i pazienti: minore di 100 pg/ml; da 100 a minore di 300 pg/ml; da 300 a minore di 1000 pg/ml; maggiore o uguale a 1000 pg/ml.
Le complicazioni sono state confrontate tra i 4 gruppi.

Il livello medio preoperatorio di BNP era 985 pg/ml. Le complicanze sono state confrontate all’interno dei 4 gruppi.
Più elevati livelli di BNP sono stati associati a un aumento dell'età, a maggiore probabilità di essere ospedalizzati per cause cardiache, a una storia di insufficienza cardiaca congestizia, ai sintomi nella classe NYHA III o IV e a insufficienza renale o dialisi.

Sono state segnalate in totale 2.952 complicazioni, compresi 510 decessi in ospedale e 365 arresti cardiaci.
Il tasso di mortalità in ospedale o arresto cardiaco è aumentato in modo significativo con l'aumentare dei livelli di BNP.
I pazienti con livelli di BNP da 100 a meno di 300 pg/ml hanno avuto una probabilità di morire o di avere un arresto cardiaco in ospedale maggiore di 1.99 volte rispetto ai pazienti con livelli di BNP inferiori a 100 pg/ml, mentre l'aumento del rischio è stato di 2.49 volte per i pazienti con livelli da 300 a inferiori di 1000 pg/ml e di 4.25 per quelli con livelli maggiori o uguali a 1000 pg/ml.

L'associazione tra livelli di BNP e mortalità in ospedale o arresto cardiaco è stata più significativa negli uomini rispetto alle donne, nei soggetti con disfunzione renale, e nei pazienti con defibrillatore cardioverter impiantabile biventricolare rispetto ai defibrillatori cardioverter a doppia o a singola camera.

Dallo studio è emerso che i livelli preoperatori di BNP si sono dimostrati un predittore significativo e indipendente di mortalità in ospedale o arresto cardiaco in pazienti sottoposti a impianto di defibrillatore cardioverter.
Le strategie volte a ridurre il livello di BNP preprocedurale o la creazione di sistemi per gestire meglio il rischio procedurale in questi pazienti ad alto rischio, in modo da diminuire le complicazioni associate all’impianto di defibrillatore cardioverter, meritano ulteriori indagini. ( Xagena2011 )

Fonte: Circulation: Cardiovascular Quality and Outcomes, 2011


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