52 convegno cardiologia milano
Prevenzione e  Terapia dello Scompenso Cardiaco
Aggiornamenti in aritmologia
Associazione Silvia Procopio

Bivalirudina versus Eparina in monoterapia nell'infarto miocardico


L'efficacia comparata delle varie strategie anticoagulanti non è stata chiaramente stabilita in pazienti con infarto miocardico acuto che sono sottoposti a intervento coronarico percutaneo ( PCI ) secondo la prassi attuale, che comprende l'accesso dall’arteria radiale per PCI e la somministrazione di potenti inibitori P2Y12 senza l'uso previsto di inibitori della glicoproteina IIb/IIIa.

Uno studio clinico multicentrico, randomizzato, in aperto, ha arruolato pazienti con infarto miocardico con sopraslivellamento ST ( STEMI ) o non-STEMI ( NSTEMI ) che sono stati sottoposti a procedura PCI e stavano ricevendo un trattamento con un potente inibitore P2Y12 ( Ticagrelor [ Brilique ], Prasugrel [ Efient ] o Cangrelor [ Kengrexal ] ) senza l'uso previsto di inibitori della glicoproteina IIb/IIIa.

I pazienti sono stati assegnati in modo casuale a ricevere Bivalirudina o Eparina durante procedura PCI, eseguito prevalentemente con accesso dall'arteria radiale.

L'endpoint primario era un composito di morte per qualsiasi causa, infarto miocardico o sanguinamento maggiore durante 180 giorni di follow-up.

In totale 6.006 pazienti ( 3.005 con infarto STEMI e 3.001 con infarto NSTEMI ) sono stati arruolati nello studio.

A 180 giorni, si è verificato un evento di endpoint primario nel 12.3% dei pazienti ( 369 su 3.004 ) nel gruppo Bivalirudina e nel 12.8% ( 383 su 3.002 ) nel gruppo Eparina ( hazard ratio, HR=0.96, P=0.54 ).

I risultati sono rimasti costanti tra i pazienti con infarto STEMI e quelli con infarto NSTEMI e in altri sottogruppi importanti.

Infarto del miocardio si è verificato nel 2.0% dei pazienti nel gruppo Bivalirudina e nel 2.4% nel gruppo Eparina ( HR=0.84, P=0.33 ), sanguinamento maggiore nell'8.6% e 8.6%, rispettivamente, ( HR=1.00, P=0.98 ), trombosi dello stent definita nello 0.4% e 0.7%, rispettivamente ( HR=0.54, P=0.09 ), e mortalità nel 2.9% e 2.8%, rispettivamente, ( HR=1.05, P=0.76 ).

In conclusione, tra i pazienti sottoposti a procedura PCI per infarto del miocardio, il tasso composito di morte per qualsiasi causa, infarto miocardico o sanguinamento maggiore non è stato inferiore tra quelli che avevano ricevuto Bivalirudina rispetto a quelli che avevano ricevuto la monoterapia con Eparina. ( Xagena2017 )

Erlinge D et al, N Engl J Med 2017; 377: 1132-1142

Cardio2017 Farma2017


Indietro