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Cardiopatia ischemica e funzione ventricolare sinistra preservata: benefici degli Ace inibitori


L’aggiunta di un Ace inibitore alla terapia medica standard permette di ottenre un miglioramento degli outcome ( esiti ) clinici nei pazienti con cardiopatia ischemica stabile e funzione ventricolare sinistra preservata.

La terapia medica standard nella malattia cardiaca ischemica consiste nell’impiego di beta-bloccanti e Acido Acetilsalicilico ( Aspirina ), e nel modificare i fattori di rischio.
Gli Ace inibitori vengono impiegati nei pazienti che presentano insufficienza cardiaca e in coloro che hanno sofferto di un infarto miocardico e presentano disfunzione ventricolare. Nel caso di funzione ventricolare preservata l’uso di Ace inibitori è meno definito.

Ricercatori dell’Hartford Hospital negli Stati Uniti hanno compiuto una ricerca per l’individuazione di studi, con una durata di almeno 6 mesi, di confronto tra gli Ace inibitori o i sartani ( anche noti come bloccanti il recettore del’angiotensina ) e un controllo attivo o placebo nei pazienti con cardiopatia ischemica stabile e con funzione ventricolare sinistra preservata.
E’ stato anche valutato il grado di evidenza dello studio mediante la scala GRADE.

L’analisi di studi con evidenza classificata come moderata-alta, per un totale di 32.559 pazienti, ha mostrato che gli Ace inibitori riducono il rischio di mortalità generale e infarto miocardico non-fatale, ma aumentano il rischio di sincope e di tosse, rispetto al placebo ( risk ratio, RR: 0.87, 0.83, 1.24, e 1.67, rispettivamente ).

Gli studi con basso grado di evidenza, per un totale di 5.926 pazienti, hanno indicato che i sartani riducono il rischio dell’endpoint composito di mortalità cardiovascolare, infarto del miocardio non-fatale, o di ictus, rispetto al placebo ( RR=0.88 ), ma non dei singoli componenti.

Dall’analisi riguardante solamente gli studi a evidenza classificata come moderata, per un totale di 25.620 pazienti, non è emerso alcun vantaggio dell’associazione tra Ace inibitori e sartani, rispetto ai soli Ace inibitori, sull’incidenza di mortalità totale, infarto miocardico e sul rischio di interruzione del trattamento a causa di ipotensione o sincope. ( Xagena2009 )

Fonte: Archives of Internal Medicine, 2009


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